Drosophila suzukii

Il moscerino dei piccoli frutti Drosophila suzukii Matsumura (Diptera: Drosophilidae) è stato importato in Europa nel 2008. Il  moscerino colpisce tutte le specie di frutta a polpa tenera (bacche, ciliegie, prugne, uva) e numerose piante baccifere. Nell’estate 2015 ci sono stati lunghi periodi di tempo caldo e secco che hanno decimato le popolazioni eattenuato la situazione. Anche nel 2017 tutte le colture sensibili e i frutti vanno di nuovo controllati a partire dall’invaiatura. La sorveglianza di piante selvatiche che maturano prima nelle vicinanze e lo scambio intensivo di informazioni tra produttori vicini possono fornire tempestivamente indicazioni relative ad un forte sviluppo della popolazione nella regione. Qui di seguito sono presentate possibili misure.

1. Monitoraggi

1.1 Monitoraggi dei voli

Per monitorarne la presenza, a partire dall’invaiatura vanno appese trappole in tutte le colture sensibili (fragole, ciliegie, mirtilli, lamponi, more, uva e bacche selvatiche nelle vicinanze di frutteti). (Tipi di trappole e esche vedi sotto nel capitolo Cattura in massa). Le trappole vanno appese all’ombra soprattutto ai bordi delle particelle e vanno controllate regolarmente. Le esche vanno sostituite ogni 14 giorni. È importante non versare le esche usate nel frutteto durante i controlli delle trappole. I maschi sono facilmente riconoscibili per la macchia scura sulle ali. In genere il rapporto tra i sessi è 1:1.

1.2 Monitoraggio dell'infestazione sui frutti

Per accertare la presenza di larve possono essere controllati campioni di 100 frutti. Sui frutti a buccia liscia (uva, mirtilli, ciliegie) le uova deposte sono visibili con una lente. I lamponi e le fragole possono essere congelati per alcune ore. Le larve abbandonano i frutti e possono essere contate.

Un altro metodo semplice per individuare la presenza di larve di drosofila consiste nel conservare frutti apparentemente intatti a temperatura ambiente per 24 ore e immergerli in seguito in un contenitore trasparente riempito con acqua del rubinetto e una o due gocce di sapone liquido o di detergente per lavastoviglie. Dopo una decina di minuti si potranno contare le larve sul fondo del contenitore. Una determinazione sicura delle specie di drosofila è possibile solo dopo la schiusa. A questo scopo si introducono bacche intatte in un contenitore a chiusura permeabile (p. es. garza, fazzoletto di carta) lasciandovele per 24 ore. Drosophila suzukii è riconoscibile dai puntini scuri ben visibili sulle ali dei maschi.

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2. Prevenzione

A seconda della coltura, per la lotta è necessario adottare diverse misure. La seguente tabella fornisce un quadro d’insieme delle misure efficaci per le diverse colture. Nel testo le misure sono spiegate nel dettaglio.

MisuraBaccheCiliegiePrugneViteFrutta da trasformareOsservazioni
Gestione colturale: clima secco nell’impianto+++++++++++++++In caso di precipitazioni continue le misure sono inefficaci.
Raccolta precoce, brevi intervalli di raccolta & igiene++++++-++A seconda della coltura e della maturazione non è possibile. Vigneti: sfogliatura frequente, nessun apporto di vinaccia.
Copertura con reti+++++++-++Superfici coltivate a vite spesso troppo grandi. Apertura e chiusura problematica in caso di frequente raccolta delle bacche.
Cattura massale++++++++++Le ciliegie mature sono più attrattive  delle esche, la cattura massale a partire dalla maturazione delle ciliegie pertanto non è adatta. Vigneti in genere troppo vasti per la cattura massale.
Refrigerazione del raccolto++++++++++++Non tutte le specie di bacche sopportano basse temperature.
Impiego di caolino---+++++Macchie da trattamento/residui: non adatto per tutte le colture destinate al consumo fresco.
Uso di calce spenta++++-+In viticoltura utilizzare preferibilmente caolino. Per frutta a nocciolo effetto incerto.
Insetticidi+++-+Solo in caso di emergenza. Nei vigneti si ottengono migliori risultati con caolino.

2.1 Gestione colturale: clima secco nell’impianto

La mosca del ciliegio reagisce in modo molto sensibile alla siccità. Tutte le misure che portano ad un clima secco nell’impianto hanno pertanto un certo effetto preventivo. Ne fanno parte: adottare misure di potatura per fare in modo che l’impianto asciughi rapidamente, pacciamare frequentemente la vegetazione sotto le colture risp. sistemare un telo di pacciamatura nero sotto le colture; adeguare l’intensità d’irrorazione. In viticoltura occorre defogliare accuratamente la zona dei grappoli.

2.2 Copertura

La protezione delle colture con reti (dimensione della maglia 0,8 mm) impedisce l’entrata ai moscerini e attualmente rappresenta il metodo più sicuro per prevenire l’infestazione. La copertura va installata al termine della fioritura, prima dell’inizio dell’invaiatura. Lo svantaggio di questo metodo è che rende più difficoltosa la raccolta. Per le colture di ciliegio la copertura è il metodo più efficace.Tuttavia è stato accertato che gli insetti sono riusciti ad attaccare i frutti anche attraverso la rete. Gli alberi vanno potati in modo che i rami non tocchino la rete.

2.3 Raccolta precoc

L’infestazione può essere ridotta mediante la raccolta precoce, frequente e completa dei frutti. Nel caso di annate di forte infestazione è consigliabile raccogliere tutte le ciliegie in una volta sola (e eliminare quelle non ancora mature), infatti in caso di una raccolta successiva i frutti sono solitamente fortemente infestati e non più vendibili. Negli impianti di ciliegio con varietà che maturano in periodi diversi le varietà precoci vanno raccolte completamente in modo da non lasciare nell’impianto ciliegie stramature che potrebbero fungere da focolai di riproduzione. Per quanto riguarda i mirtilli e le more si raccomandano raccolte frequenti.

2.4 Distruzione dei frutti infestati / misure d’igiene

I frutti infestati vanno assolutamente rimossi dagli impianti e distrutti. Il metodo più sicuro è la solarizzazione: i frutti infestati sono posti al sole in un sacco di plastica trasparente ed ermetico per 10 a 15 giorni. In seguito i frutti possono essere compostati. In alternativa i frutti infestati possono essere eliminati nella fossa dei liquami, fermentati alcuni giorni in un tino di fermentazione a chiusura ermetica o interrati. Nei terreni argillosi tuttavia la profondità deve essere superiore a 50 centimetri.

2.5 Proteggere le colture successive

Nelle aziende con diverse colture i moscerini dopo la raccolta di colture precoci possono migrare su frutti che maturano più tardi. Per ostacolare questi movimenti migratori, le trappole per la cattura massale vanno installate ai bordi della coltura infestata.

2.6 Refrigerazione dei frutti

Per rallentare lo sviluppo delle larve nei frutti raccolti e quindi l’ulteriore decomposizione, gli stessi dopo la raccolta possono essere conservati per quattro giorni a due gradi Celsius. La maggior parte delle larve e delle uova nei frutti sono annientate e i frutti sani generalmente possono essere venduti.

2.7 Misure in viticoltura

La suscettibilità in viticoltura dipende in larga misura dalla varietà (vedi tabella in basso). Sono fortemente infestate soprattutto le varietà di vite scure, a buccia sottile con struttura dei grappoli compatta. Dato che la vite è una coltura che matura molto tardi si prevede una forte infestazione di tutte le varietà. Vanno pertanto adottate le seguenti misure preventive:

  • Eseguire per tempo la regolazione della produzione (non troppo vicino alla vendemmia).
  • Pacciamare rapidamente l’uva caduta per terra.
  • Non spargere le vinacce nei vigneti nei quali la vendemmia non è completata.
  • Non versare nel vigneto il contenuto delle trappole per vespe.
  • Creare un clima secco nell‘impianto.
  • Nelle posizioni a rischio: prendere in considerazione l’uso di caolino (vedi sotto).

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3. Lotta

3.1 Cattura in massa

Per la cattura in massa sono adatte trappole commerciali e trappole artigianali. Per la costruzione di trappole sono adatti barattoli o bottiglie di plastica – preferibilmente di colore rosso o nero - con coperchio a chiusura ermetica.. Con un chiodo rovente o un saldatore si praticano dei fori di circa cinque millimetri di diametro nella parte superiore. Per facilitare lo svuotamento delle trappole si consiglia di lasciare un lato della bottiglia senza fori.

Attualmente sono in commercio diversi tipi di trappole : DrosoTrap (Biobest/Andermatt Biocontrol), trappola a bicchiere (Riga) e la trappola Profatec (Profatec). Tutti i tipi di trappole presentano vantaggi e svantaggi (situazione 2016):


DrosoTrapTrappola a vasettoProfatec
Ottenibile pressowww.biocontrol.chwww.becherfalle.chwww.profatec.ch
Vantaggi

- uso molteplice

- il colore rosso attira la D. suzukii

- sostituzione rapida e pratica

- prezzo interessante

- uso molteplice
- sistema semplice
- prezzo interessante
- il colore rosso attira la  D. suzukii

Svantaggi- trappola grande e pesante
- prezzo elevato
- complicato da usare
- utilizzabile una sola volta
- tanta spazzatura
esca va miscelata in proprio
PrezzoFr. 6.80 / pz. (costo unico ; a partire da 150 trappole) + costi delleesche (ca. Fr. 1.20 per trappola ogni 14 giorni)Fr. 2.00 per filo di sostegno e tettoia (costo unico) + Fr. 0.85 per trappola con esca (ogni 14 giorni)fr. 0.90 al pezzo (costo unico; a partire da 400 trappole) + costi delle esche (ca. fr. 0.20 per trappola, ogni 14 giorni)

Sono ottenibili in commercio diversi tipi di esca : l’esca delle trappole a bicchiere già contenuta nelle trappole usa e getta e Dros’attract venduta assieme alle trappole DrosoTrap. È possibile preparare in proprio la miscela:

  • 50 % acqua
  • 40 % aceto di mele
  • 10 % vino rosso
  • 0.05 % acetone
  • 2 gocce di sapone o detersivo

Negli esperimenti in laboratorio l’efficacia delle due esche commerciali e della miscela preparata in proprio è risultata paragonabile.

All’inizio dell’invaiatura va appesa una trappola ogni due a cinque metri lineari. All’inizio dell’invaiatura dei frutti le trappole vanno appese ai bordi delle particelle per rallentare l’entrata dei moscerini nella coltura. Non appena le mosche avranno occupato anche il centro della particella occorre appendere le trappole nell’intero impianto a intervalli di cinque metri. Da esperimenti eseguiti in Italia è emerso che la cattura massale si è dimostrata molto più efficace del ripetuto impiego di insetticidi.

3.2 Calce & caolino

Numerose fonti riportano che le applicazioni a spruzzo delle sostanze che producono polvere come i prodotti a base di calce e il caolino sono in grado di ridurre l’infestazione.

In viticoltura il caolino si è rivelato molto efficace e pertanto dal 2017 il suo uso è regolarmente autorizzato per combattere il moscerino dei piccoli frutti in viticoltura (vedi sotto insetticidi). Il caolino tuttavia provoca macchie bianche ben visibili sui frutti. Accanto ai vigneti in vicinanza di zone abitate o di sentieri è senz’altro ragionevole apporre pannelli informativi per evitare discussioni in autunno. Nel caso di impiego di caolino va inoltre utilizzato esclusivamente il prodotto Surround (ditta Stähler) particolarmente puro e ben applicabile. Nell’ambito di esperimenti è emerso che i residui di caolino non esercitano alcuna influenza sulla vinificazione e non presentano alcun rischio per la salute. Dato che il caolino non ha alcun influsso sul valore pH è più adatto per la viticoltura rispetto ai prodotti a base di calce.

Per quanto riguarda la frutta a nocciolo (ciliegie per la distillazione) mancano tuttora risultati attendibili di esperimenti relativi al caolino. Nel 2017 l’uso di caolino per frutta a nocciolo (frutta per la distillazione) è autorizzato colo con un permesso speciale.

Anche per l’impiego di calce spenta (prodotto Nekargard 2, Kalkfabrik Netstal AG) nel 2017 è necessario un permesso speciale per bacche, frutta a nocciolo e vigneti. In caso di utilizzo di calce spenta, per ottenere un buon effetto e ridurre al minimo le macchie sui frutti occorre adottare alcune misure che sono riassunte nel promemoria di Agroscope.

Promemoria «Bekämpfung von D. suzukii mit Löschkalk» (tedesco)
Promemoria «Traitement à la chaux contre D. suzukii» (francese)

3.3 Impiego di insetticidi

Negli scorsi anni l’UFAG ha rilasciato autorizzazioni speciali per l’impiego di diversi insetticidi per combattere la Drosophila suzukii nelle colture di bacche, frutta a nocciolo e vite. Dal 2016 per le bacche è regolarmente concesso l’uso di Spinosad. A partire dal 2017 l’uso di caolino è regolarmente permesso in viticoltura. Inoltre, per la frutta a nocciolo e la vite per il 2017 è stata nuovamente concessa un’autorizzazione speciale per diversi prodotti a base di Spinosad (Audienz, Spintor, Success 4 e altri), di piretro (Parexan N, Sepal, Pyrethrum FS) per frutta a nocciolo e vite, caolino per frutta a nocciolo (Surround; solo per frutta per la distillazione), nonché per calce spenta (Nekargard 2) per bacche, frutta a nocciolo e viticoltura:
Corrigenda Elenco delle sostanze ausiliarie (sito internet FiBL)

Per l’impiego giusta l’autorizzazione speciale valgono numerose condizioni dell’UFAG che vanno assolutamente rispettate
Omologazione in situazione d’emergenza (sito internet dell’UFAG)

Sono particolarmente importanti i seguenti punti:

  1. Per la frutta a nocciolo il trattamento è permesso solo in caso di presenza constatata di  Drosophila suzukii. In viticoltura solo in caso di presenza constatata di deposizioni di uova nelle bacche a partire dallo stadio BBCH 83.
  2. Per evitare lo sviluppo di resistenze, l’UFAG prescrive l’alternanza con diversi principi attivi.
  3. Dato che gli insetticidi sono impiegati poco prima della raccolta, la problematica dei residui assume una grande importanza.  I produttori devono provvedere affinché non siano superati i limiti massimi di residui di spinosad (rispettare rigorosamente i periodi d’attesa e i quantitativi; vedi tabella in basso).
  4. L’UFAG osserva che i dati a disposizione sull’efficacia sono molto limitati e che pertanto non può essere data nessuna garanzia di successo. Da esperimenti eseguiti in Italia l’anno scorso è emerso che i trattamenti con insetticidi in coltivazioni coperte di ciliegio hanno dimostrato un’efficacia parziale, nelle coltivazioni scoperte e nelle bacche non è stato riscontrato alcun effetto nemmeno nel caso di un piano di trattamento molto intenso (infestazione = 100%).
  5. Spinosad è tossico per le api e pertanto non può essere applicato su piante in fiore o da cui fuoriesce mielata o su frutti danneggiati dai quali fuoriesce il succo.
  6. Inizio del trattamento con insetticidi (Spinosad, Pyrethrum) di frutta a nocciolo e vite a partire dallo stadio 83 BBCH, di bacche a partire dallo stadio 85 BBCH. Caolino e calce spenta possono essere applicati prima: inizio del trattamento di frutta a nocciolo a partire dallo stadio 81 BBCH, vigneti a partire dallo stadio 83 BBCH, calce spenta per bacche dallo stadio 83.
Prodotto
(2016)
Quantità applicata
(concentrazione)
Periodo d'attesa (giorni)Numero massimo di applicazioni
per particella e anno
Spinosad
(Audienz, Spintor, altri)
bacche: 0.02%1
frutta a nocciolo: 0.02%2
uva da tavola:0.0067% 3

bacche: 3
frutta a nocciolo: 7
uva da tavola: 7

bacche, frutta a nocciolo: massimo 2
uva da tavola: massimo 3

Pyrethrum (Parexan N, Sepal)frutta a nocciolo: 0.1%2
vite: 0.1%2
3frutta a nocciolo: massimo 3
vite: massimo 4
Pyrethrum
(PyrethrumFS)
frutta a nocciolo: 0.05%2
vite: 0.075%2
3frutta a nocciolo: massimo 3
vite: massimo 4
Caolino
(Surround)

vite: 2%1
frutta a nocciolo per distillazione: 2%2

nessun periodo d’attesa.
vite: dallo stadio 83 BBCH, frutta a nocciolo: dallo stadio 81
-
Calce spenta (Nekagard 2)bacche: 0.18-0.2%2
frutta a nocciolo: 0.18-0.2%2
frutta a nocciolo per distillazione: 0.2-0.5%2
vite: 0.2-0.5%2
2 giorni,
vite: 7 giorni

1 autorizzazione regolare
2 autorizzazione in caso di emergenza
3 nel 2017 l’uso di Spinosad è permesso unicamente per uva da tavola ma non per l’uva da vino.

L’impiego di insetticidi come unica misura per combattere la drosofila non è sufficiente e pone diversi problemi perché i moscerini depongono le uova solo poco prima della raccolta e pertanto la drosofila continuerà a insediarsi nei frutteti. La lunga durata della raccolta della maggior parte delle specie di bacche rende necessario un trattamento durante la raccolta che molto probabilmente provocherà residui.

Vanno pertanto adottate tutte le misure preventive. Nella coltivazione di ciliegie la copertura con reti è più efficace e più duratura rispetto all’impiego di insetticidi. In viticoltura con i trattamenti con caolino (Surround) si ottengono risultati migliori rispetto all’impiego di insetticidi. Per quanto riguarda la coltivazione di bacche, la pulizia dei campi in combinazione con una gestione adeguata delle colture e un’eventuale cattura massale sono indispensabili. L’uso di insetticidi va considerato solo se, nonostante le misure adottate, si verifica un’intensa proliferazione.

3.4 Combinazione di insetticidi con esche

L’applicazione combinata di insetticidi ed esche (procedimento combi protec) è controversa. Da un lato la riduzione della dose di applicazione dell’insetticida può ridurre i residui nei prodotti della raccolta. Non è del tutto certo se la riduzione della dose di applicazione riduca anche gli effetti secondari negativi sugli organismi utili e sulle api, dato che probabilmente anche altre specie di insetti mangiano le esche. Inoltre vi è il rischio che le dosi di applicazione troppo scarse accelerino lo sviluppo di resistenze nella drosophila. Finora non sono disponibili dati significativi relativi all’efficacia delle esche. In base alle conoscenze attualmente disponibili il procedimento con esche non è raccomandabile.

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4. Riconoscimento

Contrariamente ai moscerini dell’aceto indigeni che depongono le uova solo su frutti molto maturi o marci, le femmine del moscerino dell’aceto sono dotate di un potente ovodepositore dentato con il quale provocano fori nei frutti sani nei quali depongono le uova. Il vigoroso ovodepositore e la macchia scura sulle ali dei maschi sono le caratteristiche principali che distinguono la Drosophila suzukii dalle specie indigene di drosophila.

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5. Biologia

Una femmina può deporre fino a 400 uova. Le larve che ne escono si nutrono della polpa rendendo il frutto poltiglioso. La deposizione delle uova e i danni causati dalle larve espongono inoltre i frutti a malattie secondarie. La nuova generazione di moscerini sguscia già dopo 18 a 30 giorni.

I moscerini adulti possono sopravvivere fino a nove settimane, i voli sono pertanto possibili da aprile a novembre. I moscerini svernano come femmine adulte, i maschi più raramente, in luoghi protetti sotto foglie o sassi. Le infestazioni sono possibili anche in posizioni più elevate fino a 1550 metri.

Il moscerino dell’aceto può attaccare la maggior parte della frutta a polpa tenera (mirtillo, lampone, mora, fragola, ciliegia, uva, albicocca, pesca, susina, kiwi), nonché una gran parte di frutti selvatici (ciliegie e more selvatiche, corniolo, vite selvatica, solanacee, rosacee come rosa canina e altri). Per deporre le uova le femmine prediligono i frutti in corso di maturazione, pertanto si addentrano nelle colture quando i frutti cambiano colore.

A causa dell’elevato numero di uova deposte, del rapido ciclo generazionale, dell’elevata densità di piante ospite selvatiche e coltivate, del buon adattamento al nostro clima, dell’elevata mobilità dei moscerini e della possibile diffusione attraverso i frutti raccolti, vi è un elevato rischio che i moscerini si stabiliscano alle nostre latitudini provocando elevate perdite del raccolto. L’impiego di insetticidi come unica misura non sarà sufficiente, visto il rapido sviluppo di resistenze della drosophila. Inoltre a causa dell’infestazione poco prima della raccolta, della continua entrata di moscerini nei frutteti e della lunga durata della raccolta della maggior parte delle specie di bacche sarebbero necessari trattamenti durante la raccolta. Per una lotta duratura ed efficiente contro la Drosophila suzukii sono pertanto necessarie strategie multiple di lungo periodo. Nella maggior parte dei Paesi europei sono in corso programmi di ricerca. Si potrà pertanto far affidamento su un rapido aumento delle conoscenze in modo che le raccomandazioni relative alla protezione delle colture potranno essere continuamente adattate alle attuali conoscenze specifiche.

Autore: Claudia Daniel, FiBL

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6. Diffusione in Europa

Drosophila suzukii appartiene alla famiglia dei moscerini della frutta o dell’aceto (Drosophilidae). È originaria del sud-est asiatico e in Europa è stata identificata per la prima volta nell’autunno 2008 (Spagna). Nell’estate 2011 è stata scoperta per la prima volta anche in Svizzera – in Ticino, in Vallese e nei Grigioni.

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7. Piante ospite

La mosca del ciliegio può infestare la maggior parte delle specie di frutta a polpa tenera nonché gran parte dei frutti selvatici. Le ciliegie e il sambuco sembrano essere le piante ospite predilette. Se la buccia è danneggiata possono essere infestate anche le mele, le pere e i pomodori. La tabella sottostante riassume il potenziale di danno delle principali piante coltivate. 

7.1 Potenziale di danno causato dalla Drosophila suzukii alle diverse colture

+          finora nessuna notifica di infestazione
++       poco soggetto
+++    soggetto
++++ molto soggetto

Coltura/piantaPredisposizioneOsservazione
Fragole – campo aperto+
Fragole - rimontanti++ a ++++
Ciliegie dolci++++
Amarene++++
Prugne++ a ++++Dipende dalla varietà
Pesche++Dipende dalla varietà
Mirabelle++Dipende dalla varietà
Albicocche++Dipende dalla varietà
Lamponi estivi+++ a +++
Lamponi autunnali++++
More++++
Ribes (rossi, bianchi)++ a +++
Cassis++ a +++
Uva spina+
Minikiwi+++ a ++++
Uva da tavola / uva da vino++ a ++++Dipende dalla varietà, vedi tabella seguente
Loto (Diospyros lotus)+
Cachi+
Cranberries+
Aronia++ a ++++
Mirtillo siberiano (Lonicera kamtschatika)++
Fichi++ a +++
Banano del nord (Asmina triloba)++++

I vigneti sono infestati solo negli anni con forte sviluppo della popolazione. Il seguente elenco fornisce un quadro approssimativo. I dati relativi all’infestazione e alla predisposizione sono in parte molto divergenti. In generale si può dire che sono soggette le varietà precoci, scure, con buccia sottile e struttura compatta dei grappoli in posizioni ombreggiate e umide nelle vicinanze di  bordi dei boschi, siepi e frutta a nocciolo.

Varietà di vite (rossa)PredisposizioneOsservazione
Mara++++
Regent++++
Garanoir++++
Dornfelder++++
Acolon++++
Dunkelfelder++++
Dakapo++++
Cabernet Dorsa++++
Muscat bleu++++
Gamay+++ a ++++
Cabernet Jura++ a ++++a dipendenza del clone
Marechal Foch+++
Malbec+++
Gamaret+ a +++
Pinot Noir++ a +++
Syra++
Diolinoir++
Merlot++
Galotta++
Humagne++
Carminoir+
Ancelotta+
Mondeuse+


Varietà di vite (bianca)PredisposizioneOsservazione
Chasselas violet+++
Muscat+++
Gewürztraminer++
Pinot gris++
Riesling Sylvaner++
Doral++
Charmont++
Sauvignon blanc++
Pinot blanc++
Chardonnay++
Viognier+
Chenin+
Sylvaner+
Sauvignon gris+
Auxerrois+
Altesse+
Solaris+
Paien+

Oltre alle piante coltivate sono infestate anche numerose specie di frutta selvatica e piante ornamentali. Soprattutto le piante selvatiche che permettono un buon sviluppo delle larve favoriscono un’elevata densità di popolazione del moscerino.

7.2 Idoneità di diverse specie di frutta selvatica e di piante ornamentali per lo sviluppo delle larve della mosca del ciliegio

+             sviluppo delle larve impossibile
++          sviluppo delle larve poco probabile
+++       sviluppo delle larve possibile
++++    buon sviluppo delle larve
+++++ ottimo sviluppo delle larve

PiantaSviluppo delle larve
Biancospino (Crataegus sp.)+
Rosa canina (Rosa sp.)+
Sorbo (Sorbus aucuparia)+
Agrifoglio (Ilex aquifolium)+
Vite canadese (Parthenocissus quinquefolia)+
Crespino (Berberis vulgaris)+
Callicarpa (Callicarpa bodinieri)+
Berretta del prete (Euonymus europaeus)+
Ligustro (Ligustrum sp.)+
Agazzino (Pyracantha coccinea)+
Sinforicarpo (Symphoricarpus chenaulti)+
Viburno lantana (Viburnum lanata)+
Viburno comune (Viburnum opulus)+
Melo selvatico (Malus sp.)+
Vite bianca (Brionia diocia)+
Mughetto (Convalaria majalis)+
Uva di volpe (Paris quadrifolia)+
Fragola matta (Potentilla indica)+
Edera comune (Hedera helix)+ a ++
Mirabolano (Prunus cerasifera)+ a ++
Aronia (Aronia melanocarpa)++
Ciliegio selvatico (Prunus avium)++
Prugnolo selvatico (Prunus spinosa)++
Cotoneaster (Cortoneaster sp.)++
Lauroceraso (Prunus laurocerasusu)++
Morella (Solanum nigrum++
Symphoricarpus albus (Symphoricarpus albus)+++
Vischio (Viscum album)+++
Olivello spinoso (Hippophae rhamnoides)+++ a ++++
Corniolo (Cornus mas)++++
Lonicera (Lonicera nitida)++++
Sanguinella (Cornus sanguineum)++++
Ciliegio tardivo (Prunus serotina)+++++
Mora (Rubus fructicosus)+++++
Lampone (Rubus ideaus)+++++
Rovo bluastro (Rubus caesius)+++++
Sambuco rosso (Sambucus racemosa)+++++
Sambuco comune (Sambucus nigra)+++++
Mahonia (Mahonia aquifolium)+++++
Tasso (Taxus baccata)+++++
Fitolacca americana (Phytolaca americana)+++++

 

 

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Ultimo aggiornamento di questa pagina: 05.09.2017

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