Prima delle elezioni: quasi tutti sono per l’ecologia

Le imminenti elezioni del Parlamento fanno ben sperare per l’agricoltura biologica, la maggior parte dei partiti e numerosi candidati sono favorevoli alla promozione dell’agricoltura sostenibile.

Il giorno delle elezioni è il giorno della prova dei fatti. Questo, prima delle elezioni
del Parlamente di ottobre, vale anche per l’agricoltura ecologica. Un sondaggio condotto
da Bio Suisse e bioattualità in vista delle elezioni mostra che la sostenibilità e
l’ecologizzazione dell’agricoltura sono temi molti attuali per i partiti e per numerosi
candidati. Si è trattato di rispondere a quattro domande relative all’attuale orientamento
della politica agricola (vedi riquadro). Oltre 400 candidati hanno risposto
quattro volte in modo affermativo. Intendono continuare l’attuale corso della PA
14–17, ridurre l’impiego di pesticidi, prorogare la moratoria sull’utilizzo di organismi
geneticamente modificati e fare in modo che bio assuma un ruolo importante nella
strategia della qualità. Le presenti pagine contengono un elenco ordinato secondo i
Cantoni con le nostre raccomandazioni di voto.

Quasi tutti i partiti favorevoli a rendere l'agricoltura più ecologica

Anche i vari partiti esprimono pareri favorevoli sul sostegno dell’agricoltura biologica,
perlomeno finché dura la campagna elettorale. Sei degli otto partiti rappresentati
in Parlamento hanno detto quattro volte sì. Ciò non sorprende per quanto riguarda
PS e Verdi mentre desta un certo stupore che con PBD, PPD, EVP e GLP acconsenta
l’intero centro. Anche i liberali hanno espresso tre sì, solo la moratoria OGM per
loro costituisce una spina nel fianco: il partito liberale è contrario per principio al divieto di tecnologie e di pensiero, questa la motivazione. «Gli organismi geneticamente
modificati (...) non celano maggiori rischi per l’ambiente, gli animali e l’uomo
rispetto alle piante coltivate in regime convenzionale», scrive il partito. Come unico
partito l’UDC per contro ha dimostrato poco interesse a rendere più ecologica l’agricoltura,
infatti ha espresso tre volte no e un solo sì per l’importanza del biologico
nella strategia della qualità. Invece di una riduzione dei pesticidi imposta dallo Stato
ha per esempio chiesto «un approccio basato sui rischi sulla scorta di criteri scientifici
» e vuole anche esaminare attentamente le sostanze utilizzate in agricoltura biologica
come il rame o l’olio di paraffina. La linea del partito non è però completamente
condivisa, nell’elenco delle raccomandazioni figura una buona dozzina di candidati
dell’UDC e dei giovani UDC.

Divide la questione dell'apertura dei mercati

Con una quinta domanda rivolta ai partiti volevamo sapere fino a che punto sono disposti
a confrontare l’agricoltura svizzera con il libero mercato. La posizione più chiara
è quella dell’UDC che vede nell’accesso illimitato ai mercati agricoli internazionali
la fine dell’agricoltura svizzera. Il PS assicura di non voler promuovere l’apertura dei
mercati. Se però si dovesse arrivare a tanto, i compagni intendono offrire ai contadini
condizioni quadro per provvedere affinché «le aziende a conduzione familiare
che producono in modo sostenibile rimangano anche in avvenire la spina dorsale
dell’agricoltura svizzera». Tutti gli altri partiti hanno espresso un «sì, ma» in diverse
sfumature. Il partito liberale è chiaramente favorevole al libero scambio e intende
salvare l’agricoltura con misure fiancheggiatrici, dalla riduzione della burocrazia al
sostegno finanziario. I partiti al centro sottolineano che in linea di massima sono
favorevoli al libero scambio ma che sono necessarie chiare norme sociali e per i diritti
dell’uomo, come chiede per esempio il partito evangelico. Il PPD a sua volta vuole
applicare gli accordi di libero scambio in prima linea al settore terziario e industriale.
L’agricoltura andrebbe nei limiti del possibile esclusa. I Verdi dal canto loro prendono
la palla al balzo per pubblicizzare la loro iniziativa «Fair-Food» con la quale vogliono
promuovere la produzione di derrate alimentari, anche importate, rispettosa della
natura e degli animali.  Adrian Krebs

Altri articoli su questo tema sono contenuti nell’ultima edizione della rivista Bioattualità.

 

Ultimo aggiornamento di questa pagina: 02.09.2015

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